Ti ricontatteremo al più presto
La fisioterapia invasiva è una branca specialistica della riabilitazione che utilizza tecniche percutanee, spesso ecoguidate, per il trattamento di patologie muscolo-scheletriche complesse e dolore persistente.
A differenza della fisioterapia tradizionale, la terapia invasiva prevede l’utilizzo di aghi sterili monouso per intervenire direttamente sul tessuto coinvolto, sempre in ambiente controllato e secondo protocolli clinici specifici.
Le tecniche utilizzate sono Dry needling, neuromodulazione percutanea, elettrolisi percutanea, terapia invasiva ecoguidata, stimolazione neuromuscolare percutanea, trattamenti combinati con esercizio terapeutico.
La fisioterapia invasiva viene eseguita da professionisti formati, nel rispetto delle normative vigenti, con l’obiettivo di ridurre il dolore, stimolare la rigenerazione tissutale e accelerare il recupero funzionale.
La fisioterapia invasiva è indicata in caso di:
Benefici della fisioterapia invasiva
Convivevo con una tendinopatia rotulea da mesi senza miglioramenti significativi. Dopo una valutazione ho iniziato un percorso di fisioterapia invasiva con tecnica di elettrolisi percutanea integrata a esercizi specifici.
Il trattamento è stato preciso e ben spiegato. Dopo alcune sedute ho notato una riduzione importante del dolore e un miglioramento della funzionalità. La combinazione tra terapia invasiva e riabilitazione attiva mi ha permesso di tornare gradualmente all’attività sportiva.
Romualdo C., 34 anni - Chiasso
Durante una seduta di fisioterapia invasiva è possibile avvertire una sensazione di fastidio o una breve contrazione muscolare, soprattutto durante tecniche come il dry needling. Questo avviene perché l’ago stimola in modo diretto il tessuto muscolare o tendineo con l’obiettivo di ridurre la tensione e migliorare la funzione del tessuto trattato.
Il trattamento è comunque generalmente rapido e controllato. Dopo la seduta può comparire un lieve indolenzimento nella zona trattata, simile a quello che si prova dopo un allenamento intenso. Nella maggior parte dei casi questa sensazione è temporanea e tende a ridursi spontaneamente nel giro di uno o due giorni.
Sì, la fisioterapia invasiva è considerata una tecnica sicura quando viene eseguita da fisioterapisti formati e qualificati. Il trattamento viene svolto in ambiente controllato utilizzando aghi sterili monouso e seguendo protocolli clinici specifici.
Prima di iniziare il trattamento viene sempre effettuata una valutazione approfondita per comprendere l’origine del dolore e per escludere eventuali controindicazioni. In alcuni casi le tecniche invasive possono essere eseguite anche con il supporto dell’ecografia, che permette di individuare con precisione il tessuto da trattare e di aumentare la sicurezza della procedura.
Sì. Le tecniche di fisioterapia invasiva sono spesso utilizzate nel trattamento delle tendinopatie croniche, condizioni caratterizzate da dolore persistente e degenerazione del tessuto tendineo.
Tra le problematiche più frequenti trattate con queste tecniche ci sono la tendinopatia achillea, la tendinopatia rotulea e l’epicondilite del gomito. Tecniche come l’elettrolisi percutanea o il dry needling permettono di stimolare una risposta biologica nel tessuto, favorendo i processi di riparazione e migliorando la funzionalità del tendine.
Il trattamento viene generalmente integrato con esercizi specifici di rinforzo e lavoro sul controllo del movimento, che rappresentano una parte fondamentale del recupero.
Il numero di sedute necessarie dipende dal tipo di patologia, dalla sua durata e dalla risposta individuale al trattamento. In molti casi non si tratta di un trattamento isolato, ma di una parte di un percorso riabilitativo più ampio.
La fisioterapia invasiva viene infatti spesso combinata con esercizi terapeutici, lavoro sulla mobilità e rieducazione del movimento. Questa integrazione permette di migliorare i risultati nel tempo e di ridurre il rischio che il dolore o il problema si ripresentino.
Il piano di trattamento viene definito dal fisioterapista sulla base della valutazione iniziale e viene adattato progressivamente in base ai miglioramenti osservati.
Dry needling ed elettrolisi percutanea sono entrambe tecniche utilizzate nella fisioterapia invasiva, ma hanno obiettivi e modalità di azione differenti.
Il dry needling prevede l’inserimento di aghi sottili all’interno di punti muscolari specifici, spesso chiamati trigger point, con l’obiettivo di ridurre la tensione muscolare e migliorare la funzionalità del muscolo.
L’elettrolisi percutanea, invece, utilizza un ago collegato a una corrente galvanica che viene applicata direttamente sul tessuto tendineo degenerato. Questo stimolo favorisce una risposta biologica locale che aiuta ad avviare processi di rigenerazione del tendine.
La scelta della tecnica dipende dal tipo di problema, dal tessuto coinvolto e dalla valutazione clinica effettuata dal fisioterapista. In molti casi queste tecniche vengono integrate all’interno di un percorso riabilitativo più ampio per ottenere risultati più duraturi.
In presenza di prescrizione medica, la fisioterapia può rientrare nella copertura dell’assicurazione di base LAMal secondo le condizioni previste dal sistema sanitario svizzero.
Quando il trattamento è inserito all’interno di un percorso fisioterapico finalizzato al recupero funzionale, la copertura può essere riconosciuta dalla cassa malati. In caso di infortunio riconosciuto, invece, può intervenire l’assicurazione LAINF.
Prima di iniziare il trattamento è sempre possibile verificare la copertura assicurativa e le modalità di rimborso, così da avere un quadro chiaro dei costi e delle prestazioni incluse.
Le nostre sedi si trovano a Morbio Inferiore e a Chiasso e sono facilmente raggiungibili dai comuni di Balerna, Mendrisio, Vacallo, Castel San Pietro, Coldrerio, Novazzano e Como.
Siamo riconosciuti da tutte le Casse Malati svizzere.