Da un semplice movimento improvviso della caviglia si produce un dolore acuto, immediato, ed una serie di altri sintomi. Cosa fare in questo caso? In questo articolo voglio spiegarti come gestire la fisioterapia alla caviglia nel miglior modo possibile.
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Vai alla pagina contattiChe tu sia uno sportivo oppure no, probabilmente nella tua vita, almeno una volta, hai avuto esperienza di una distorsione di caviglia ed hai avuto bisogno della fisioterapia.
Distorsione, storta, slogatura: tanti sinonimi che descrivono la stessa cosa, cioè un movimento innaturale dell’articolazione della caviglia, di solito verso l’interno o verso l’esterno, che va oltre i limiti naturali di movimento, tale da produrre dolore acuto, immediato, ed una serie di altri sintomi.
In questo articolo ti parlerò
La caviglia è un’articolazione molto mobile, che sacrifica la stabilità per garantire la piena libertà di movimento al piede, riuscendo così a farlo adattare ad ogni superficie durante il cammino e la corsa.
Non possiamo prescindere da questa piena libertà di movimento, e dobbiamo quindi cercare la stabilità attraverso il controllo neuro muscolare e la stabilità legamentosa.
Grossolanamente, considera di guardare una caviglia dal davanti. Troverai
La distorsione in inversione è la più comune tra tutte le storte del complesso della caviglia.
Per intenderci, è quando la parte esterna del piede (verso il quinto dito) va a contatto con il terreno, e con il peso del corpo ci cadi sopra.
Provi un gran dolore, e a volte puoi sentire un “CRACK” sulla parte laterale del piede o sul malleolo peroneale.
Avviene nella direzione opposta (diciamo che è il primo dito, o alluce, a fare perno sul terreno).
Statisticamente è meno frequente delle slogature in inversione, ma tendenzialmente richiede un periodo di riabilitazione più lungo.
Appena sei vittima di una storta alla caviglia, parte subito un circolo di infiammazione che serve a scatenare la risposta di guarigione del nostro corpo. Sentirai diversi segni e sintomi, che indicano che c’è stato un trauma.
Tra i più comuni, ti elenco i 5 segni dell’infiammazione:
Avviene nella direzione opposta (diciamo che è il primo dito, o alluce, a fare perno sul terreno).
Statisticamente è meno frequente delle slogature in inversione, ma tendenzialmente richiede un periodo di riabilitazione più lungo.
Appena sei vittima di una storta alla caviglia, parte subito un circolo di infiammazione che serve a scatenare la risposta di guarigione del nostro corpo. Sentirai diversi segni e sintomi, che indicano che c’è stato un trauma.
Tra i più comuni, ti elenco i 5 segni dell’infiammazione:
La fisioterapia dopo una slogatura di caviglia è spesso sottovalutata. Sento non di rado persone dire frasi del tipo:
“ho preso una storta due mesi fa, poi ho riposato, ed alla fine si è sgonfiata… zoppico ancora un po’, ma va abbastanza bene…”
Inevitabilmente, queste persone si ritrovano, mesi dopo, a dover sistemare un danno occorso mesi prima, con una situazione ormai parzialmente compromessa, costringendomi a fare i salti mortali per rimettere in sesto le loro caviglie.
Capita anche nel mondo dello sport, soprattutto amatoriale.
Ricorda che prima curi una distorsione, meno tempo ti ci vorrà per guarire al meglio.
I tempi di guarigione variano, ovviamente in base alla gravità del danno.
Tutto ovviamente dipende anche da quale attività pratica la persona. Chiaramente, un atleta professionista avrà delle esigenze di movimento e di gesti tecnici molto più elevate rispetto ad una persona sedentaria che non pratica sport.
La prima cosa da fare quando da noi in studio arriva una persona con distorsione di caviglia è una accurata valutazione Fisioterapica, soprattutto se la persona non è passata prima dal Pronto Soccorso o dal Medico Ortopedico.
Durante la valutazione, il fisioterapista andrà a capire l’entità del danno ai tessuti, e potrà consigliare l’eventuale necessità di approfondimenti diagnostici (cioè Radiografie), sempre previa visita ortopedica.
Insieme alla valutazione, si inizia con della blanda terapia manuale per lavorare da subito sul processo infiammatorio e sul controllo del dolore.
In fase acuta, quando ancora il gonfiore limita il carico ed i movimenti, è utile ricorrere a delle sedute di linfodrenaggio manuale.
Assieme alla terapia manuale, anche il lavoro strumentale può essere di grande aiuto. L’utilizzo di strumenti quali la Tecar Terapia o la TENS può aiutare il paziente a sentire meno dolore ed a riprendere il prima possibile uno schema del passo normale.
Grazie alla Tecar Terapia ed alla Pressoterapia, inoltre, si lavora sull’eventuale gonfiore presente.
La fisioterapia in acqua, o idrokinesiterapia, permette di accelerare i tempi di recupero notevolmente.
Infatti, quando ancora il carico è limitato a causa del dolore, lavorare in acqua permette alla persona di reimpostare lo schema del passo, e di lavorare sulla muscolatura dell’arto inferiore senza dover forzare troppo la caviglia infortunata.
L’idrokinesiterapia è utile anche dal punto di vista del linfodrenaggio, andando ad agire sulla circolazione di ritorno della linfa.
Un trattamento molto utile da abbinare al lavoro in acqua, magari da fare subito dopo la seduta, è un bel bendaggio compressivo. In questo modo, il bendaggio andrà a rinforzare i benefici ottenuti dal lavoro in acqua, mantenendo la caviglia più sgonfia possibile dopo la storta.
Non c’è modo migliore per riprendere la piena funzionalità della caviglia dopo una storta. Sto parlando del lavoro attivo, meglio se eseguito in palestra riabilitativa, con il fisioterapista.
Durante le sedute, il Paziente esegue esercizi di riabilitazione sempre più difficili e stressanti per i tessuti lesionati, al fine di rinforzarli e di testare lo stato della guarigione.
Si passa da esercizi di forza, a quelli di controllo e di equilibrio, per finire (se necessario, magari per il ritorno allo sport) con esercizi di esplosività (ad esempio, balzi ed atterraggi).
Il lavoro del fisioterapista, in questa fase, sta nel dosare al meglio l’esercizio terapeutico, in modo da ottimizzare i tempi di recupero della persona, senza rallentarne il processo di guarigione, ma senza nemmeno forzare i tempi in maniera poco sicura per i tessuti lesionati.
Se sei uno sportivo, il momento del ritorno in campo è sempre il più delicato.
Aspettative tue e dell’allenatore, dei tuoi compagni magari. Paura di rifarti male, di ritornare punto e a capo.
A questo punto è fondamentale il lavoro del fisioterapista, che nella fase finale del processo di riabilitazione dopo la slogatura, deve necessariamente prepararti al rientro in campo.
Test muscolari e di stabilità, per capire se la gamba infortunata presenta gli stessi parametri dell’altra (quindi stessa forza, stessi risultati ai test di equilibrio, stessa esplosività), sono importantissimi.
Anche il feedback che l’atleta dà durante e dopo i primi allenamenti (di solito sono allenamenti ridotti, o differenziati rispetto al resto della squadra) sono indicativi delle sensazioni provate.
Ricorda che il ritorno in campo, essendo un momento delicato, va gestito al meglio, per evitare le recidive di infortunio.
Non sempre è semplice gestire una distorsione di caviglia. Per questo motivo è fondamentale che tu ti affidi ad un fisioterapista competente e specializzato nel trattamento muscolo-scheletrico e sportivo.
In questo articolo ti ho mostrato quali siano i tipi di distorsione più comuni, e come, grazie alla fisioterapia, si può agire per ritornare in piena salute a seguito di questo fastidioso evento traumatico.
Infine, ti ho elencato i parametri per un ritorno allo sport fatto in sicurezza.
Se hai dubbi, o se hai una distorsione di caviglia non trattata (o trattata male), contattaci per una valutazione.
Bibliografia/sitografia
Acute lateral ankle sprain to chronic ankle instability: a pathway of dysfunction.
Miklovic TM et al. Phys Sportsmed. (2018)
Therapeutic interventions for increasing ankle dorsiflexion after ankle sprain: a systematic review.
Terada M et al. J Athl Train. (2013)
Proprioceptive Training for the Prevention of Ankle Sprains: An Evidence-Based Review.
Rivera MJ et al. J Athl Train. (2017)
Diagnosis, treatment and prevention of ankle sprains: update of an evidence-based clinical guideline.
Vuurberg G et al. Br J Sports Med. (2018)
Treatment and prevention of acute and recurrent ankle sprain: an overview of systematic reviews with meta-analysis.
Doherty C et al. Br J Sports Med. (2017)
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