La protesi di ginocchio è un operazione chirurgica che può essere necessaria per ripristinare le funzioni motorie di un arto inferiore. In questo articolo voglio spiegarti perché sia necessaria, come viene svolta ed in che modo la fisioterapia può essere utile per il ripristino delle attività.
Per informazioni o per prenotare la tua visita di valutazione puoi chiamarci o scriverci!
Vai alla pagina contattiPenso che ognuno di noi conosca almeno una persona che si sia sottoposta ad un intervento di protesi di ginocchio e che abbia necessitato poi di fisioterapia.
In Svizzera infatti si stima che ogni anno 12 mila persone si sottopongono a questo intervento che è considerato ad oggi molto sicuro e dove vengono utilizzate tecniche e materiali all’avanguardia.
Ma perché sottoporsi all’intervento di protesi di ginocchio?
Gli obiettivi che puoi raggiungere sono principalmente:
In questo articolo ti parlerò principalmente della protesi di ginocchio, soffermandomi sulle varie fasi post-operatorie, così da darti tutte le indicazioni su ciò che puoi fare e in che tempi potrai tornare alle tue normali attività della vita quotidiana.
Per farti un’idea iniziale di come avviene l’intervento fisioterapico nei primi giorni post – operatori ti invito a guardare il video qui presente.
Come hai potuto notare dal video, subito dopo l’operazione il paziente deve iniziare a muoversi e a fare fisioterapia.
Ti elenco qui le principali 3 fasi della riabilitazione post-operatoria, così che tu possa farti un quadro generale dei tempi di recupero in seguito alla protesi.
Nel corso dell’articolo poi le affronterò in modo più dettagliato e specifico.
Gli obiettivi principali di questa fase sono:
Ciò su cui si soffermerà il fisioterapista riguarda:
Il lavoro sarà mirato a:
In media dopo 3 mesi dall’intervento il paziente può riprendere le sue normali attività della vita quotidiana, anche sportive.
Prima di poterti spiegare come avviene l’intervento di protesi al ginocchio è bene che tu sappia come è fatta l’articolazione del ginocchio.
L’articolazione del ginocchio si forma dall’unione di 3 segmenti ossei:
Tra queste tre strutture troviamo la cartilagine articolare.
Il ginocchio è un’articolazione che ha 2 gradi di libertà, questo significa che sono possibili i movimenti di:
L’articolazione del ginocchio non è molto stabile; per questo motivo è molto importante la presenza della capsula articolare e dei muscoli, che inserendosi in prossimità della capsula articolare conferiscono stabilità al ginocchio.
I muscoli più importanti dell’articolazione del ginocchio sono:
Altri elementi di estrema importanza nell’articolazione del ginocchio sono i legamenti e i tendini. I più importanti sono:
Con il termine protesi di ginocchio si intende un intervento dove il medico ortopedico va a sostituire l’intera articolazione o parte di essa con componenti meccaniche costituite da un materiale biocompatibile.
Questo intervento è essenziale farlo quando l’articolazione del ginocchio si danneggia in modo irreversibile.
I pazienti che si sottopongono a questo intervento sono persone, di solito di età compresa tra i 50 e i 90 anni, che presentano i seguenti sintomi:
Questi fattori scatenanti sono dovuti principalmente a vari fattori, tra i quali:
Un ginocchio artrosico è un ginocchio dove la cartilagine articolare è completamente “sgretolata”. Le superfici articolari non riescono più a scorrere liberamente una sull’altra e la mobilità risulta ridotta.
Molto spesso il paziente che presenta questa situazione riferisce di avere un ginocchio che scricchiola. Il dolore in queste condizioni è molto elevato.
Quasi sempre in questi casi si ricorre alla protesi totale di ginocchio
In un ginocchio normale l’asse tra tibia e femore forma un angolo di circa 175 gradi, guardando la persona dal davanti. Ci sono però delle condizioni disfunzionali in cui questo angolo può aumentare o diminuire:
Queste due condizioni comportano un’usura maggiore di alcune zone del ginocchio piuttosto che di altre e molto spesso in questi casi si ricorre alla protesi monocompartimentale.
A volte può capitare che in seguito ad un incidente il paziente debba essere sottoposto a protesi di ginocchio; questo è il caso dei pazienti più giovani di solito.
Sono malattie in cui il sistema immunitario invece che proteggerci, ci attacca. Va a colpire le articolazioni distruggendo le superfici articolari; un esempio è l’artrite reumatoide.
Tutte queste condizioni si evolvono nel tempo; quindi inizialmente potrai gestirle con un programma di fisioterapia al ginocchio, terapie strumentali come la TENS al ginocchio o idrokinesiterapia.
Il mio consiglio è sempre quello di affidarti ad un centro di professionisti sanitari laureati, così da poter avere le cure migliori.
I soggetti più a rischio sono quelli compresi tra i 50 e gli 80 anni. Non dimenticare però che anche un peso eccessivo può compromettere una precoce usura dell’articolazione del ginocchio. Quindi è bene condurre una vita sana e stare attenti all’alimentazione.
Attraverso l’intervento si cerca di ridare la giusta mobilità articolare al paziente ma soprattutto di ridurre il dolore.
L’intervento è invasivo e per questo richiede una riabilitazione post – chirurgica adeguata, con un fisioterapista esperto e ben preparato sull’argomento.
Per prima cosa devi rivolgerti ad un bravo ortopedico che ti sottoporrà ad una accurata anamnesi (cioè ti chiederà molte informazioni riguardo i sintomi e la tua storia pregressa) e ad una attenta valutazione del ginocchio.
Andrà ad osservare se il ginocchio è caldo e gonfio al tatto; muoverà il tuo ginocchio per vedere se sono presenti delle limitazioni e valuterà anche la mobilità della rotula.
Dopo aver raccolto queste informazioni il medico può decidere di prescrivere degli esami strumentali per riuscire ad avere un’idea più chiara della situazione, prima di decidere se è bene sottoporsi all’intervento.
Tra questi esami abbiamo:
In questo modo l’ortopedico può studiare anche le parti molli (tendini e legamenti) del ginocchio.
L’ortopedico grazie a tutte le informazioni che ha ricavato con la visita e l’analisi degli esami strumentali sarà in grado di decidere quale è la protesi più adatta al tuo caso.
Devi sapere infatti che esistono due principali tipi di protesi:
Le protesi sono poi classificate in base alla conservazione o meno dei legamenti crociati; abbiamo infatti:
Questa seconda classificazione che abbiamo visto non è del tutto banale, anzi è un elemento molto importante da tenere in considerazione.
Prima ti ho accennato che i crociati sono fondamentali per la propriocezione del ginocchio. Capisci bene quindi che averli aiuterà il paziente a riconoscere la posizione del proprio ginocchio nello spazio.
Inoltre, ti ho detto che i crociati sono essenziali per dare stabilità al ginocchio; quando viene asportato il crociato anteriore quello che si ottiene è che nel movimento di flessione del ginocchio la tibia scivola troppo anteriormente rispetto al femore.
I pazienti che vengono sottoposti ad asportazione dei legamenti crociati dicono di sentire il ginocchio leggermente instabile, soprattutto nella fase di discesa dal gradino.
Ovviamente poter conservare i crociati non è sempre possibile e questo dipende dalle condizioni di partenza del paziente; se però vi fosse la possibilità, sarebbe sicuramente la scelta migliore da fare.
In questo caso infatti otterremo un ginocchio protesizzato che mantiene però la maggior parte delle caratteristiche di un ginocchio “normale”.
Purtroppo la protesi non è eterna; anche questa infatti va incontro ad usura. La sua durata è in media di 15-20 anni (in soggetti giovani però può durare anche meno).
L’intervento di ri-protesizzazione è molto complesso e non sempre porta a risultati ottimali.
Quindi prima di decidere di sottoporsi ad una protesi è bene valutare tutti i pro e i contro insieme all’ortopedico.
Spesso nei soggetti giovani, se è possibile, si cerca di rimandare l’intervento di protesizzazione cercando di “tamponare il dolore” con un corretto programma di riabilitazione al ginocchio (come descritto in precedenza).
Nei soggetti anziani invece, non ha molto senso aspettare perché più si aspetta più la situazione generale del paziente potrebbe aggravarsi; se insorgono patologie concomitanti dovute all’aumentare dell’età, queste renderebbero l’intervento e anche la successiva fase riabilitativa più difficoltosi.
Una volta che hai deciso di effettuare l’intervento e che l’ortopedico ti ha dato tutte le indicazioni necessarie sarai sottoposto al pre-ricovero.
Infatti, questo è necessario per effettuare tutti gli esami preparatori e per poter parlare con l’anestesista.
Il colloquio con l’anestesista è di estrema importanza per metterti a tuo agio e toglierti ogni dubbio sull’intervento. Insieme a lui deciderete se è meglio optare per l’anestesia generale (cioè durante l’intervento sarai addormentato completamente) o l’epidurale (ti verranno addormentate solo le gambe); in questo secondo caso non sarai proprio sveglio perché comunque ti verranno somministrati dei sedativi.
Dalla prima visita con l’ortopedico al giorno effettivo dell’intervento potrebbero passare anche parecchi mesi. Ti consiglio di utilizzare questo periodo per prepararti nel migliore dei modi ad affrontare l’intervento:
Il giorno dell’intervento vero e proprio sarai invece preparato da una équipe di infermieri. Se necessario provvederanno alla rasatura del ginocchio, ti aiuteranno ad indossare un camice e a togliere tutti i gioielli e le eventuali protesi auricolari o la dentiera.
Una volta pronto ti accompagneranno in sala operatoria dove ci saranno l’anestesista e l’ortopedico ad aspettarti.
L’intervento durerà in media:
Di seguito vado ad illustrarti i passaggi standard dell’intervento (poi ovviamente ogni chirurgo utilizzerà la tecnica per cui è maggiormente formato, ma principalmente queste fasi ci sono sempre):
Le complicanze in seguito a intervento di protesi del ginocchio sono molto rare. Te le elenco comunque qui di seguito così che tu possa esserne a conoscenza:
I segni che possono farti venire il sospetto di una trombosi venosa profonda sono calore, arrossamento e rigidità articolare
Questo può avvenire in entrambi gli arti inferiori (non per forza nella gamba operata). È bene contattare il medico al più presto.
Una volta tornato in camera avrai modo di riprenderti dall’anestesia e incontrerai i fisioterapisti, con i quali affronterai tutta la riabilitazione post – operatoria.
Negli anni passati si tendeva a lasciare il paziente a letto dopo che veniva sottoposto ad un’operazione, e non sto parlando solo della protesi al ginocchio.
Questo infatti avveniva anche per la riabilitazione della protesi all’anca in seguito all’intervento. Oggi invece si tende a far alzare subito il paziente, e questo ha portato ad avere diversi benefici:
Il primo incontro con il fisioterapista sarà per lo più conoscitivo. In primo luogo. il fisioterapista ti dirà delle indicazioni generali da rispettare, tra le quali:
I muscoli del ginocchio infatti sono quasi tutti bi-articolari (cioè attraversano due articolazioni). Spesso il fisioterapista andrà a lavorare sull’anca e sulla caviglia per ottenere indirettamente risultati anche a livello del ginocchio.
Ti mostro ora nel dettaglio le varie fasi della riabilitazione post protesi al ginocchio.
Il paziente si aspetta che dopo l’operazione non sentirà più dolore. Tuttavia in un primo momento invece questo dolore è normale, perché c’è stato un danno ai tessuti e questi devono ripararsi.
Per ridurre il dolore ti verranno somministrati dei farmaci, puoi utilizzare il ghiaccio e il fisioterapista farà un po’ di terapia manuale.
Viene eseguita dal fisioterapista o attraverso il Kinetek. Il kinetek permette di muovere il ginocchio fino a 90 gradi di flessione e 0 gradi di estensione, così da recuperare il movimento il prima possibile.
Il fisioterapista ti insegnerà subito come spostarti nel letto, scendere dal letto e raggiungere la carrozzina. Importante è che tu scenda dal letto dal lato dell’arto operato a piedi pari. Per effettuare i vari spostamenti è bene che tu utilizzi le stampelle o il deambulatore. L’educazione ai passaggi posturali è di fondamentale importanza per massimizzare l’autonomia del paziente.
Con l’acronimo ROM si intende il range di movimento; per fare questo il fisioterapista ti darà dei semplici esercizi:
Il fisioterapista lavorerà inoltre la tua cicatrice; se non viene trattata possono formarsi delle aderenze e questo può comportare una riduzione del range di movimento permanente.
Come ti accennavo in precedenza il rinforzo prevede il lavoro su tutti i muscoli dell’arto inferiore dalla caviglia all’anca. Esempi di esercizi che ti verranno proposti in questa fase sono:
È importante lavorare anche sui muscoli dell’anca, soprattutto i glutei e i rotatori esterni dell’anca, essenziali per avere un corretto allineamento durante il cammino.
In questa prima fase sarà fondamentale impostare il cammino con le stampelle o con il deambulatore. In entrambi i casi l’importante è non sovraccaricare troppo l’arto operato: infatti, dovrai scaricare il peso sulle braccia.
Se utilizzerai le stampelle lo schema del passo inizialmente è il seguente:
Stampelle – gamba operata – gamba sana
Si continua a insistere sugli esercizi descritti in precedenza aumentando il carico con l’utilizzo di pesi o elastici. Oltre agli esercizi isometrici del quadricipite si passa anche a lavori contro gravità (esercizi concentrici).
La cyclette può essere di grande aiuto sia per recuperare la flessione ma soprattutto per il rinforzo muscolare.
Nei primi giorni ti consiglio di tenere la seduta della cyclette molto alta e senza nessuna resistenza. Inoltre, inizia ad effettuare non il movimento completo della pedalata ma solo un quarto di cerchio.
Con il passare dei giorni potrai abbassare la seduta ed aumentare la resistenza, così da rendere il lavoro sempre più difficile per i tuoi muscoli
Si ottiene utilizzando due canadesi, anche per lunghi tragitti. In base a come ti trovi nel cammino con le canadesi il fisioterapista può pensare di impostare il cammino a passo crociato; in questo caso non porterai più avanti entrambe le stampelle ma il cammino sarà più simile a quello fisiologico. Le stampelle saranno il prolungamento delle tue braccia:
Imparare a fare le scale è estremamente importante per non avere limitazioni una volta uscito dal reparto di riabilitazione.
Per eseguire le scale ti basterà rispettare queste semplici regole:
Per la salita del gradino
Stampelle – Gamba sana – Gamba operata
Per la discesa del gradino
Stampelle – gamba operata – gamba sana
Essendo già passati parecchi giorni dall’operazione puoi iniziare a togliere una stampella. Camminando con un solo bastone canadese questo dovrà essere utilizzato dal lato opposto dell’arto operato (se sei stato operato al ginocchio destro, usa la stampella a sinistra).
Questo è essenziale per scaricare sempre il peso sull’arto superiore.
Importante è non stortarsi tutto dal lato della stampella andando poi a gravare sulla schiena.
Gli esercizi in questa fase diventeranno più difficili e con carichi maggiori:
Tra questi abbiamo:
In media il paziente dovrà tenere le stampelle o il girello per un periodo che va da 3 a 6 settimane; solo allora, se si sente sicuro, potrà tornare a caricare completamente sull’arto operato.
Entro 3 mesi dalla data dell’operazione, se il paziente ha seguito tutte le indicazioni fisioterapiche e ha svolto tutti gli esercizi, può tornare a svolgere le normali attività della vita quotidiana.
Molto spesso la domanda più frequente dei pazienti è “quando potrò tornare a…?”. Ti elenco qui di seguito le principali attività che stanno a cuore ad ognuno di noi, con i relativi tempi di recupero. Ricorda però che questa è una media; ogni caso poi va da sé.
Gli sport che potrai effettuare senza problemi sono:
Gli sport che invece ti consiglio di evitare sono tutti quelli di contatto e che prevedono importanti e repentini cambi di direzione: quindi calcio, basket, tennis.
L’intervento di protesi del ginocchio è un intervento molto comune tra le persone perlopiù anziane. Di norma è un intervento sicuro che porta nella maggior parte dei casi ad un buon recupero funzionale.
Come hai potuto notare la fisioterapia post – operatoria è di fondamentale importanza. In questo articolo ho dato enfasi agli esercizi di rinforzo del quadricipite; questo perchè rinforzare il quadricipite migliora la funzionalità del ginocchio e ne garantisce un miglior controllo.
Inoltre nella riabilitazione post-operatoria bisogna porre molta enfasi sugli esercizi di equilibrio.
Bibliografia
Per informazioni o per prenotare la tua visita di valutazione puoi chiamarci o scriverci!
Vai alla pagina contatti