La storia della fisioterapia parte dall’antichità, con Galeno, e da allora non si è più fermata, arrivando ai progressi dei giorni nostri. In questo articolo voglio sorprenderti raccontandoti come siamo arrivati ai giorni nostri con quest'arte nella riabilitazione.
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Vai alla pagina contattiPrima di parlarti della storia della fisioterapia è bene chiarire cos’è la fisioterapia.
L’enciclopedia Treccani la definisce come “utilizzazione a scopo terapeutico degli effetti biologici di agenti fisici di varia natura e di pratiche, quali massaggi, cinesiterapia o ginnastica, applicati sull’intero organismo o su parti di esso.
I mezzi fisici attualmente impiegati possono essere distinti in varie categorie, a seconda che agiscano con la produzione di calore, di onde elettromagnetiche, di correnti elettriche, di onde sonore, di radiazioni infrarosse e ultraviolette”.
Siamo sicuri però che questa definizione sia davvero corretta? Non credi che la fisioterapia sia qualcosa di più di un semplice utilizzo di macchine?
Noi fisioterapisti siamo professionisti che non curiamo solo una malattia ma ci prendiamo cura della persona a 360 gradi, ci preoccupiamo
In questo articolo ti parlerò della storia della fisioterapia, perché già molti anni fa, Galeno aveva capito che l’aspetto fondamentale del nostro lavoro è la persona e forse la definizione sul dizionario dovrebbe essere rivista e ampliata.
Non esiste un vero e proprio fondatore della Fisioterapia; sappiamo però che già nell’antichità si parlava della sua importanza. Nei manuali di medicina di Egizi, Persiani e Giapponesi sono state trovate delle informazioni riguardanti pratiche manipolative per risolvere traumi e malattie.
Nel testo cinese del Kong Fou, risalente al al III millennio a.C., troviamo la descrizione di esercizi e vari tipi di massaggi che venivano utilizzati in modo efficace per raggiungere l’equilibrio psico-fisico.
Altre informazioni riguardanti la fisioterapia sono state trovate nel testo sacro dell’AyurVeda dove vi è scritto che i massaggi sono fondamentali a scopo terapeutico (XVIII secolo a.C.).
Ippocrate e Galeno, i padri della medicina, sono considerati i primi ad aver portato la Fisioterapia in Occidente.
Già nel 480 a.C. proponevano svariati trattamenti, che ritroviamo anche oggi nei centri fisioterapici, come:
Ippocrate utilizzava le leve per trattare le scoliosi e le gibbosità della schiena.
Galeno introdusse invece la trazione meccanica nei suoi trattamenti e fu il primo a curare il paziente considerandolo nella sua totalità, mettendo al primo posto l’umanità verso la persona e senza dare importanza al ceto sociale di appartenenza.
Durante il XVII secolo si sviluppò l’ortopedia e si iniziarono a curare patologie tramite l’utilizzo di esercizi per le articolazioni. Quegli esercizi hanno di gran lunga anticipato l’esercizio terapeutico che è tanto in voga oggi tra i fisioterapisti.
Con il Rinascimento esplose la curiosità scientifica per l’uomo e molti studiosi iniziarono a studiare il movimento umano.
Anche gli artisti come Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti e Andrea Mantegna con le loro opere, aiutarono lo sviluppo dello studio dell’anatomia.
Fino al XIX secolo le tecniche manipolative si diffusero grazie alla pratica dei cosiddetti “aggiustaossa”, che senza formazione e cultura medica alleviavano i dolori dell’apparato muscolo-scheletrico.
Nel 1600 la fisioterapia fece un ulteriore passo in avanti:
Tra il 1700 e il 1800 vi furono nuovi studi:
Lo svedese Pehr Henrik Ling è considerato il primo vero fisioterapista del mondo.
È il padre della ginnastica svedese e nel 1813 fondò il RCIG (Royal Central Institute of Gymnastic), un centro dove effettuava trattamenti di massoterapia, manipolazioni ed esercizi.
Grazie al suo lavoro e ai suoi innumerevoli successi, nel 1887 i fisioterapisti ottennero la registrazione ufficiale presso il Consiglio Nazionale Svedese per la salute.
Dalla Svezia la fisioterapia si diffuse in poco tempo in molti altri Paesi:
Fino agli anni ’40 la fisioterapia era praticata solo in ambito ospedaliero; dagli anni ’50 invece si diffuse un po’ ovunque fino a raggiungere:
Nel 1974 vennero poste le basi dello sviluppo della Terapia Manuale, grazie alla fondazione della International Federation of Orthopaedic Manipulative Physical Therapists.
Nel XX secolo la figura del fisioterapista diventò davvero necessaria, e questa necessità era la conseguenza dei seguenti avvenimenti storici:
Le professioni sanitarie sono state regolamentate la prima volta nel 1934 con il Regio decreto chiamato Testo Unico delle leggi sanitarie che prevedeva una divisione gerarchica tra i professionisti:
Il testo unico rimase in vigore fino al 1999 quando, con la Legge 42, venne riformato il mondo sanitario.
Come prima modifica sono state eliminate le distinzioni gerarchiche considerando tutti dei professionisti sanitari.
Per quanto riguarda i fisioterapisti, nel corso degli anni, sono state emesse molte leggi e revisioni:
Il profilo del fisioterapista è contenuto nel D.M. 741 del 14.09.1994.
Nell’articolo 1 viene definita la figura del fisioterapista. In Italia può svolgere il ruolo di fisioterapista il professionista sanitario che ha ottenuto la laurea triennale di fisioterapia ed è in possesso del diploma abilitante.
Nell’ambito delle sue competenze, il fisioterapista pratica in modo autonomo la sua attività per raggiungere il più alto livello di salute possibile nel paziente. Questa responsabilità è confermata dalla sentenza della Corte di cassazione sezione IV n. 11 del 10 aprile 1998 in cui si dice che
Incombe sul Fisioterapista, nell’espletamento della sua attività professionale, un obbligo di accertamento delle condizioni del paziente traumatizzato prima di compiere manovre riabilitative che possono rivelarsi dannose, sicché, in mancanza di idonea documentazione medica (eventualmente non prodotta dal paziente) lo stesso Fisioterapista ha il dovere di assumere tutte le informazioni richieste dal trattamento che si accinge a praticare.
Dal 2018 tutti i fisioterapisti sono obbligati ad iscriversi all’albo professionale per poter esercitare la loro professione.
Questo permette ai pazienti di poter individuare i professionisti e discostarsi così dai trattamenti degli “abusivi”, cioè coloro che per legge non possono svolgere questa professione.
Bibliografia
L’evoluzione della figura professionale e giuridica del fisioterapista
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