Tecar in gravidanza: controindicazioni e alternative sicure per affrontare i cambiamenti del corpo, i dolori muscolari e scheletrici della donna in questa fase
Per informazioni o per prenotare la tua visita di valutazione puoi chiamarci o scriverci!
Vai alla pagina contattiLa gravidanza è un periodo di grandi cambiamenti per il corpo della donna, spesso accompagnato da dolori muscolari e articolari dovuti a cambiamenti di postura e adattamenti fisiologici.
Molte future mamme cercano sollievo da questi disturbi e potrebbero chiedersi se terapie fisiche come la Tecarterapia (Tecar) siano adatte in gravidanza. In questo articolo, vedremo cos’è la Tecar, perché è generalmente controindicata in gravidanza e quali alternative sicure esistono per affrontare i dolori e disturbi muscolo-scheletrici in questa fase.
Inoltre, parleremo del ruolo fondamentale della riabilitazione del pavimento pelvico durante e dopo la gravidanza e proporremo esercizi e strategie alternative per il benessere in gravidanza.
La Tecarterapia è una forma di terapia fisica strumentale basata sul principio della diatermia: mediante un dispositivo che genera campi elettromagnetici ad alta frequenza, induce calore endogeno (cioè dall’interno) nei tessuti. Questo calore profondo stimola la circolazione locale e il metabolismo, favorendo i processi riparativi naturali.
In fisioterapia, la Tecar è apprezzata per i suoi effetti antinfiammatori e antidolorifici: l’energia termica rilasciata nei tessuti riduce notevolmente l’infiammazione nella zona trattata e allevia il dolore.
Viene utilizzata in una vasta gamma di condizioni muscolo-scheletriche: dalle lesioni sportive (come stiramenti muscolari, distorsioni articolari, tendiniti) alla gestione del dolore cronico (artrosi, lombalgie, cervicalgie) e agli edemi post-traumatici.
A seconda della profondità e del tipo di tessuto da trattare, il trattamento può essere erogato in modalità capacitiva, cioè per i tessuti ricchi di liquidi, ad esempio i muscoli, oppure resistiva, per i tessuti a bassa componente acquosa, ad esempio tendini e legamenti.
In generale la Tecarterapia è considerata una tecnica sicura e ben tollerata, con pochissimi effetti collaterali riportati. Le uniche controindicazioni universalmente riconosciute per la Tecar riguardano situazioni particolari, tra cui i tumori in fase attiva, i portatori di pacemaker, la presenza di mezzi di sintesi metallici interni e – appunto – la gravidanza.
Sebbene la Tecar sia utile per molti disturbi muscolo-scheletrici, non è raccomandata durante la gravidanza. Questa precauzione è condivisa sia dai produttori degli apparecchi, sia dalla comunità scientifica. Per prudenza, si tende a escludere del tutto la Tecarterapia in gravidanza, indipendentemente dalla zona da trattare, salvo diversa indicazione medica.
Questa linea cautelativa nasce dal fatto che la Tecar eroga onde elettromagnetiche e calore profondo, il cui effetto su un feto in via di sviluppo è ancora poco studiato e potenzialmente rischioso.
L’energia trasferita ai tessuti materni potrebbe alterare la temperatura intrauterina o influire su delicati processi biologici del bambino. Di conseguenza, in assenza di prove certe di sicurezza, si preferisce evitare qualsiasi esposizione non necessaria a tali agenti fisici durante la gestazione.
Questo divieto è assoluto: si sconsiglia di utilizzare apparecchi Tecar su pazienti in gravidanza anche lontano dall’addome (ad esempio su arti o altre regioni), poiché non si può escludere la propagazione sistemica del calore o degli effetti elettromagnetici.
Anche per le operatrici sanitarie incinte valgono misure di sicurezza speciali: ad esempio, si raccomanda che una fisioterapista in dolce attesa si mantenga ad almeno 1-2 metri di distanza da una macchina Tecar in funzione, o chieda alle colleghe di azionarla, per minimizzare l’esposizione ai campi elettromagnetici.
Insomma, la parola d’ordine è cautela.
Ma quali sono i rischi ipotetici o osservati dell’uso della Tecar in gravidanza? Alcuni studi epidemiologici hanno cercato di rispondere a questa domanda esaminando le gravidanze di fisioterapiste esposte per lavoro a queste apparecchiature.
I risultati non sono tutti univoci, ma dipingono un quadro abbastanza preoccupante: ad esempio, una ricerca condotta in Svezia e in Irlanda ha concluso che l’esposizione a onde corte diatermiche in gravidanza non è associata ad aborti spontanei, parto prematuro o natimortalità, ma ha evidenziato un aumento significativo di malformazioni congenite e di neonati con basso peso alla nascita fra le donne esposte.
Un altro filone di indagine condotto in Israele ha suggerito che le fisioterapiste che utilizzavano correntemente le macchine a onde corte avessero un’incidenza maggiore di figli nati sottopeso. Inoltre, alcune evidenze (sebbene con limitazioni metodologiche) sostengono un aumento del rischio di difetti alla nascita, morte perinatale e aborti tardivi associato all’uso professionale della diatermia durante la gravidanza.
Questi dati, pur non essendo risultati di trial clinici controllati (sarebbe eticamente impensabile testare deliberatamente la Tecar sulle donne incinte), sono sufficienti a giustificare l’estrema prudenza: il principio di precauzione in medicina consiglia di evitare qualsiasi intervento non indispensabile che possa mettere anche lontanamente a repentaglio la salute fetale.
Un altro aspetto da considerare è l’ipertermia: è noto che aumenti marcati della temperatura corporea materna (come in caso di febbre alta prolungata, saune intense, ecc.) possono avere effetti teratogeni nelle prime fasi della gravidanza, interferendo con lo sviluppo embrionale. La Tecarterapia, generando calore nei tessuti profondi, potrebbe contribuire a un aumento della temperatura locale e questo rappresenta un ulteriore motivo di rischio.
Fortunatamente, esistono molte altre strategie terapeutiche efficaci e sicure per aiutare le future mamme a gestire dolori e disturbi fisici, senza ricorrere a strumenti potenzialmente pericolosi.
La fisioterapia offre diverse modalità alternative, non invasive e sicure per la mamma e il bambino, in grado di apportare sollievo dai disturbi muscolo-scheletrici tipici della gestazione, come mal di schiena, sciatalgia, dolore pelvico, crampi muscolari, gonfiori alle gambe. Ecco alcune delle principali alternative consigliate dagli esperti:
In sintesi, le alternative non mancano: dall’esercizio alla terapia manuale, dagli elettrostimolatori transcutanei ai piccoli accorgimenti casalinghi, c’è un intero arsenale di soluzioni sicure per gestire i comuni disturbi muscolo-scheletrici della gravidanza. Ma c’è un ambito particolare su cui è bene porre attenzione e che merita una sezione a parte: quello della riabilitazione del pavimento pelvico, fondamentale per la salute perineale della donna incinta e della neomamma.
Il pavimento pelvico è l’insieme di muscoli e tessuti connettivali che chiude inferiormente la pelvi, sostenendo organi come utero, vescica e retto. Garantisce la continenza urinaria, fecale e le funzioni sessuali. Durante la gravidanza queste strutture sono sottoposte a un carico crescente: l’utero si espande, gli ormoni ammorbidiscono i legamenti e il passaggio del bambino nel canale del parto può indebolire o danneggiare il perineo.
Per questo motivo, negli ultimi anni si è diffusa la riabilitazione pelvi-perineale rivolta alle donne in gravidanza, soprattutto verso la fine, e nel post-partum. Si tratta di un insieme di esercizi e tecniche fisioterapiche mirate a migliorare la forza, l’elasticità e la consapevolezza dei muscoli pelvici, in modo da prevenire o trattare disturbi come l’incontinenza urinaria, il prolasso degli organi pelvici, i dolori perineali e favorire una migliore ripresa dopo il parto.
Numerosi studi scientifici sostengono l’importanza di queste tecniche. Eseguire esercizi del pavimento pelvico durante la gravidanza porta benefici concreti: si è osservato un minor tasso di incontinenza urinaria dopo il parto nelle donne che avevano fatto training perineale rispetto a chi non lo aveva fatto, oltre che a un possibile accorciamento della durata del parto grazie a muscoli più preparati. Anche il massaggio perineale eseguito nelle ultime settimane di gestazione è associato a un minor rischio di lacerazioni e dolori perineali nel post-partum.
Ovviamente, questi percorsi vanno eseguiti con la guida di professionisti qualificati. Noi di Actiwave, siamo un centro di riferimento per la riabilitazione del pavimento pelvico in Ticino, con fisioterapiste specializzate in uroginecologia.
Possiamo effettuare una valutazione pelvi-perineale durante la gravidanza e intraprendere un programma personalizzato di esercizi. La seduta comprende l’educazione alla corretta esecuzione degli esercizi di Kegel, tecniche di respirazione e rilassamento per imparare a gestire le spinte durante il parto ed eventualmente l’uso di biofeedback o stimolazione elettrica funzionale a bassa intensità. Il tutto in un contesto sicuro, rispettoso dell’intimità della donna e calibrato sulle sue esigenze specifiche.
Se hai dubbi, domande o richieste di informazioni, scrivici e ne parliamo.
Riassumiamo e aggiungiamo alcuni consigli pratici che ogni donna in gravidanza può seguire per stare meglio ed affrontare i piccoli/grandi fastidi fisici di questo periodo in sicurezza:
Ogni donna in gravidanza merita di vivere questa fase con la massima serenità e sicurezza. Informarsi è già un primo passo importante: conoscere cosa evitare e cosa invece può aiutare permette di compiere scelte consapevoli per il proprio benessere.
Se sei in gravidanza e soffri di qualche disturbo fisico, non esitare a parlare con il tuo medico e a rivolgerti a figure specializzate come i fisioterapisti.
Per maggiori informazioni sulle terapie sicure in gravidanza o per un consulto personalizzato, contattaci: il nostro team sarà felice di accompagnarti in un percorso su misura per le tue esigenze.
Per informazioni o per prenotare la tua visita di valutazione puoi chiamarci o scriverci!
Vai alla pagina contatti